mercoledì 28 novembre 2007

Poesia del Cielo e della Città

Occhi al vetro
fissi e grigi
allo sbocciar del sole, presi
dal cielo
in un lento accendersi

Lo sguardo di lei
si apre
si apre insieme
l’alba al mondo
sepolta al ricordo,
figura mia, ritta e affumicata
dall’insonnia

- Ma la sua è un’altra poesia
questi sono i versi
della poesia del cielo e della città! -


Eppur pareva lenta
come l’incedere dei bianchi capelli
così, senza il tempo d’invecchiare,
è giorno

Si sparge la luce su muri e gente
schizza e cola su lampioni e strade
vivono i colori e i fiori nelle botteghe
splende la città e i suoi odori

Pane e paste fresche,
come quelle che
nei cappuccini del bar
io e lei intingevamo,
mangiano seduti all’aria
di notte ancora macchiata.
Ma risuonano in me
ancora le sue risa e l’odore delle sue sigarette

- Qua in mutande e solo
non sono riuscito a scrivere la mia poesia
del cielo e della città
perché in questa stanza vuota si spegne
ogni mia emozione -

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