Da un idea di Claudio Santini (vocalist dei Trafficanti di Saponette), il quale la notte prima di un esame non aveva niente di meglio a cui pensare…
-Come ti chiami?-
-Pato-
-Pato!?-
-Bè in verità mi chiamo Claudio ma tutti mi chiamano Pato-
-Suona bene.E che lavoro fai, Pato?-
-Io? Io, io tolgo il nero-
-Togli il nero?-
-Sì tolgo il nero-
-Certo. Ma di preciso cosa devi fare?-
Pato abbassò lo sguardo sulle mani. La destra dispettosa iniziava a tormentare la sinistra, e a rodere il callo fra pollice e indice. Succedeva sempre quando qualcuno lo costringeva a parlare di sé.
-Io tolgo il nero e poi lui ritorna e io lo tolgo ancora. Lo tolgo tra le righine delle piastrelle, per bene negli angoli...-
- Ah, pulisci.-
- Eh.. si, tolgo il nero.-
-Ti piace il tuo lavoro?-
-Si.. cioè, io non ho niente contro il nero. Cioè non mi ha fatto niente di male. Però non deve star lì dove nessuno lo vuole, per questo mi pagano. E io ho bisogno che mi pagano. -
Aggiunse: -Il bagno però non mi piace pulirlo… non diventa mai pulito pulito, non diventa mai bianco-
-E cosa devi farci coi soldi?-
-Che domande: Morire! Senza non posso. Per questo ogni giorno prego che il nero ritorni-
Con tono assorto, lo sguardo basso a puntare le scarpe sporche: -La mia amica Lucia risponde al telefono quando squilla, e credo che anche lei speri che il telefono continui a suonare-
-Ma dov’è che lavori?-
- Oh, io lavoro in un bel posto. Tutti vogliono bene a Pato. Faccio entrare i ragazzi e mi dicono “Buongiorno Pato”, “ Ehi Pato!”, “ Ciao Pato”. Quando faccio suonare la campanella però se ne vanno troppo felici e troppo di fretta per vedermi-
-Capisco. Senti Pato vai in quella porta là. La vedi?-
-Quale? Quella rossa?-
-No! No Pato, l’altra-
-Ah, va bene-
Pato si gira verso la porta: -Ma c’è scritto su PARADISO!-
-E allora? Non ti va bene?-
-No per carità, ho sentito dire che è un bel posto, ma ci sono tutte quelle nuvole bianche-
-Sono convinto che ti troverai benissimo, Pato-
-Ma vede signore, io non ho dimestichezza con le nuvole, in Paradiso non c’è il nero. Cosa ci faccio io, là? Io… io mi trovo meglio con le piastrelle!-
-Vedrai, Pato, che ti piacerà-
-No non voglio andarci-
-Senti Pato facciamo un patto, vuoi?-
-Perché no, signore? Mi fido di lei-
-Bravo Pato, allora tu ci vai, stai un po’ lì, ti fai degli amici e se poi proprio non ti piace basta che mi chiami e io ti porterò via-
-Va bene, ci sto -
Pato si incammina, ma la solita Voce profonda lo blocca con la mano sulla maniglia dorata.
-E mi raccomando dì che ti mando io-
-Io chi?-
-Come sarebbe a dire io chi!? Ma io, IO!-
-E chi sei?-
La rassegnazione nella Voce: -Dì che ti manda Dio-
E il povero Pato, sotto lo sguardo di Dio, sparì dietro la porta azzurra.Un sorriso di Luce antica, poi il lavoro che chiama, con routine: -Avanti il prossimo-
sabato 14 aprile 2007
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1 commento:
è carino,ale,proprio carino!!!
un grosso bacio e congratulati xchè il tuo è il primo blog che riesco a trovare!!!
ele
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